Il Parco Archeologico di Pompei è una delle testimonianze meglio conservate a livello architettonico e artistico dei fasti dell’antica Roma. Vediamo assieme come visitarlo in una giornata.

Le rovine dell’antica città di Pompei sono un bene inestimabile di immenso valore artistico e architettonico. La città fu sepolta sotto uno spesso strato di ceneri e lapilli in seguito all’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.C. e da allora è come sospesa nel tempo. La coltre di polvere ha conservato in maniera quasi perfetta la vita quotidiana dell’epoca; dopo l’eruzione infatti la città venne dimenticata per diversi secoli, fino a quando nel 1748 ci fu il vero primo tentativo di esplorarla.
Attualmente sono stati riportati “alla luce” 44 dei 66 ettari originali, che tuttavia non sono completamente visitabili per questione di tutela e preservazione delle strutture e dei meravigliosi mosaici e stucchi che le impreziosiscono. Tutto il sito è Patrimonio Unesco.
Vediamo assieme alcune tra le parti imperdibili di Pompei. Mettetevi delle scarpe comode, armatevi di macchina fotografica ma soprattutto di tanto rispetto per quello che è uno dei luoghi antichi meglio conservati al mondo.
L’entrata, Porta Marina
L’ingresso principale al sito archeologico di Pompei avviene attraverso Porta Marina, la più importante tra le sette porte delle antiche mura che circondavano la città. La porta collegava la zona commerciale e residenziale di Pompei al vicino porto. Subito sulla destra si trova il Tempio di Venere, uno tra i più imponenti della città, risalente al I sec.d.C.
Il Foro
Oggi è un grande spiazzo ricoperto d’erba delimitato da colonne di arenaria ma nell’antichità era la piazza principale. Era circondata da edifici importanti, simboli dell’economia, della politica, delle istituzioni e della religione. Guardando verso nord si scorgono le rovine del Tempio di Giove, in particolare uno dei due archi trionfali, e il Granaio del Foro, tuttora colmo di anfore e calchi delle vittime dell’eruzione. Immediatamente a fianco si trova il macellum, il mercato cittadino del pesce e della carne.
A sud si vedono invece i resti della Basilica, risalente al II sec.a.C., dove avevano sede le istituzioni giuridiche e commerciali. Di fronte si trova il Tempio di Apollo, l’edificio più antico e più importante dell’antica Pompei, risalente al II sec.a.C. (anche se alcune parti della struttura sono addirittura più antiche).
Il Lupanare
Proseguendo lungo Via degli Augustali si arriva al Lupanare, il bordello di Pompei, un piccolo edificio su due piani con i muri affrescati con immagini esplicite sull’uso della decina di stanze.
Il Teatro Grande
Percorrendo tutta Via dei Teatri si arriva al Foro Triangolare, dove si trova il Teatro Grande (risalente al II sec.a.C.). La struttura, in grado di accogliere fino a 5000 spettatori, era stata ricavata scavando nel terreno vulcanico. A fianco si trovano l’Odeon (il Teatro Piccolo), rinomato per la perfetta acustica, e il Tempio di Iside, un luogo di culto di epoca preromana molto frequentato.
Le Terme Stabiane
Percorrendo Via dell’Abbondanza, una delle principali vie di Pompei, circondata da antiche botteghe, si arriva all’edificio delle Terme Sabiane, un complesso di bagni risalente al II sec.a.C. La struttura è quella tipica di questo genere di luoghi: dal vestibolo si accede all’apodytermium (contraddistinto dal soffitto a volta), per poi passare al tepidarium e al calidarium. Merita di essere visto il meraviglioso soffitto degli spogliatoi maschili interamente ricoperto di stucchi di putti e ninfe.
La Casa della Venere in Conchiglia
Sempre percorrendo Via dell’Abbondanza si arriva alla Casa della Venere in Conchiglia, al cui interno si trova un peristilio che si affaccia su un giardinetto delizioso con un magnifico affresco di Venere.
L’Anfiteatro
Qui nell’antichità, di fronte ad un pubblico di 20.000 persone, avevano luogo le battaglie tra i gladiatori. Costruito nel 70 a.C. l’anfiteatro di Pompei è il più antico anfiteatro romano del mondo (perlomeno tra quelli che si conoscono). Di fronte si trova la Grande Palestra, dove i lottatori si tenevano in forma.
La Casa del Fauno
E’ una tra le dimore più sontuose di Pompei, nonché la più grande residenza privata della città, occupante un intero isolato. Il nome deriva dalla piccola statua di bronzo che si trova sull’impluvium (la vasca per raccogliere le acque piovane). In questa dimora furono trovati gli straordinari mosaici di Pompei che sono ora in mostra al Museo Archeologico di Napoli; altri mosaici, tra cui un bellissimo pavimento marmoreo decorato con motivi geometrici, si trovano ancora qui, visibili al pubblico.

La Casa del Poeta Tragico e la Casa dei Vettili
Altre due tra le meravigliose dimore della città. La Casa del Poeta Tragico è famosa per il mosaico con la figura di un cane incatenato raffigurato con la scritta cave canem (un genitore dei nostri attuali cartelli di “Attenti al cane”!), la Casa dei Vettili conserva un affresco che raffigura Priapo con una borsa piena di denari, si crede per scacciare il malocchio.
La Villa dei Misteri
Questa dimora si trova al di fuori delle mura, oltre la Porta Ercolano, ed è una delle strutture più complete che sono arrivate ai giorni nostri. E’ composta da ben 90 ambienti e custodisce il Fregio di Dioniso, il più grande e importante affresco dell’antichità, che si estende tra le pareti della sala da pranzo. Molto probabilmente era una villa di campagna, tuttora circondata da terreni vinicoli.
Come visitare Pompei
Se avete l’albergo a Napoli o a Sorrento, la soluzione più comoda è prendere la linea ferroviaria Circumvesuviana e scendere alla stazione di Pompei-Scavi-Villa dei Misteri. Da qui in pochi passi arriverete all’ingresso principale.
Il sito archeologico è aperto tutti i giorni tranne 25.12-01.01-01.05 dalle 9 alle 17/19 (inverno/estate, biglietti in vendita fino alle 15.30/17.30). Il biglietto è acquistabile anche sul sito www.ticketone.it. Per ogni informazione, consultate il sito ufficiale: sito Pompei.
Se volete scaricare la pianta degli scavi con gli itinerari di visita, la trovate qui: Mappa Pompei.
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